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Pubblicazioni

La produzione editoriale della ditta prende subito slancio sull’onda del fermento portato a Faenza dall’Esposizione Torricelliana del 1908, di cui fra i principali animatori fu proprio Gaetano Ballardini, allora Segretario della Società del Risveglio Cittadino. Si inseriscono in questo alveo il periodico “Faenza.

Bollettino Internazionale del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza” stampato dal 1913 e l’opera omnia di Evangelista Torricelli del 1919. Frutto del rinnovato interesse per gli studi locali sono le pubblicazioni degli anni ’20 da “La Piê” a “Valdilamone”, e la citata “Xilografia" (xilografia estratti.pdf 4Mb), che studiosi e bibliofili concordemente considerano la perla della casa editrice. Stretto è anche il legame con le istituzioni civili e religiose: i Fratelli Lega stampano il Bollettino Diocesano dalla prima annata del 1914 fino al 1979, e diverse pubblicazioni di servizio per il Comune di Faenza.

La vita della casa editrice è arricchita da incontri fortuiti e imprevisti quanto significativi: alla fine della prima guerra mondiale transita a Faenza lo scultore Arturo Martini, convalescente, che oltre a lasciare alcune testimonianze scultoree è il protagonista di un piccolo giallo editoriale, con una pubblicazione di cui non rimane traccia negli archivi e oggi introvabile: “Contemplazioni”, un libro muto, stampato nel 1918 da matrici xilografiche e precursore del moderno libro d’artista. Non se ne conosce la tiratura né alcun esemplare dell’edizione originale, ma ne esistono edizioni anastatiche, come quella in esposizione dell’editore fiorentino Vanni Scheiwiller.

A partire dagli anni ‘20 prende avvio la pubblicazione di numerosi periodici nazionali di ambito tecnico o scientifico, tra cui “L’industria Mineraria”, “La Nuova Veterinaria”, “Il marmo”, che attestano la notorietà della casa editrice a un livello non più solo locale.

Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale la ditta assume la rappresentanza Olivetti per il territorio faentino e diventa concessionaria IGM e Touring Club Italiano; la cartoleria si distingue per l’assortimento di penne e servizi da scrivania. Fra le edizioni, sono da segnalare le opere prime di poesia dialettale di Antonio “Tonino” Guerra. Si stampano anche nuovi periodici di interesse locale o regionale, da “Torricelliana. Bollettino della Società Torricelliana di scienze e lettere”, edito fino al 1991, a “Studi Romagnoli” stampato fino al 1980; numerose le monografie storiche di argomento romagnolo sfociate in due collane degli anni settanta: Memorie di Romagna, e Avvenimenti e Uomini di Romagna. E’ significativo anche il sodalizio con il mai dimenticato prof. Giovanni Cattani, instancabile animatore culturale della città, di cui la tipografia Lega pubblica la quasi totalità delle opere.

Siamo al presente: il passaggio dalla stampa con i caratteri di piombo alla moderna fotocomposizione mette in crisi la tipografia, che non è più al passo con i tempi per dimensioni e ubicazione. Le lynotipe e le macchine da stampa si fermano definitivamente negli anni ‘80, mentre proseguono i rami dell’attività editoriale e commerciale. Fra le pubblicazioni degli ultimi decenni, oltre al long-seller “Anatomia per gli artisti” di Giovanni Morelli in uso nelle scuole artistiche, giunto alla decima edizone, spicca il periodico “Epigraphica” e la collana di monografie “Epigrafia e Antichità” in collaborazione con la prof.ssa Angela Donati dell’Università di Bologna.

Studi sulla casa editrice

La storia dell’editoria faentina è stata oggetto di importanti pubblicazioni e mostre a cura di Anna Rosa Gentilini, direttrice della Biblioteca Manfrediana recentemente scomparsa. La compianta studiosa faentina ha analizzato in particolare la produzione dello Stabilimento Grafico Fratelli Lega e degli editori faentini del secolo scorso in un contributo apparso sui volumi “Faenza nel Novecento”, che per gentile concessione della Edit Faenza sarà riprodotto in estratto in occasione della mostra. E’ con rammarico che vi si legge dell’intenzione di approfondire l’indagine in uno studio più completo, intenzione che oggi rimpiangiamo di non poter vedere realizzata, ma che rimane come un testimone da raccogliere per il futuro.

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